L’ Eternità.
Sarà un lieve
tremore di ciglia,
o un breve
profondo respiro.
Sarà aprire
le ali intirizzite
e incerte
per un volo lontano.
Sarà l’ Eternità.
Sarà un lieve
tremore di ciglia,
o un breve
profondo respiro.
Sarà aprire
le ali intirizzite
e incerte
per un volo lontano.
Sarà l’ Eternità.
PRIMA EDIZIONE PREMIO “POESIA PURA”
REGOLAMENTO
1) E’ indetta la prima edizione del premio Poesia Pura, aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che abbiano compiuto diciotto anni di età. Si partecipa con una sola poesia a tema libero in lingua italiana, edita o inedita, non superiore a 50 versi.
2) Il presidente di giuria è Paolo Ruffilli, poeta, critico letterario, direttore editoriale de le edizioni del leone. Riconosciuto come una delle punte della poesia italiana contemporanea, è stato membro di giuria dei premi nazionali più prestigiosi come il Premio Camaiore. Fa parte dell’elenco dei giurati del Premio Strega.
3) Le opere devono essere inviate a mezzo posta elettronica come allegato word entro il 31/12/2009, al seguente indirizzo: premiopoesiapura@email.it. Occorre inoltre specificare, all’interno dello stesso file, dati anagrafici, indirizzo postale completo, recapito email, titolo dell’opera.
4) La quota di partecipazione è fissata in € 10,00 da inviare tramite ricarica postepay carta N° 4023 6005 6085 5522 intestata a Giulio Marchetti. E’ possibile effettuare la ricarica postepay in tutti gli uffici postali e in tutte le ricevitorie SISAL. In alternativa è possibile effettuare un versamento sul CC. bancario intestato a Giulio Marchetti, codice IBAN IT 48 S 03002 05138 000400236294. L’iscrizione diverrà effettiva all’accertamento della ricarica postepay o del versamento bancario. Per velocizzare l’operazione, si consiglia di allegare la ricevuta di pagamento.
5) L’esito del premio verrà comunicato a mezzo internet. Gli autori premiati saranno avvisati personalmente. Il Premio non prevede una serata di premiazione pubblica. I vincitori riceveranno i premi direttamente al loro domicilio.
6) Al primo classificato verrà assegnato un quadro d’autore del valore di € 300,00.
Gli autori segnalati riceveranno un diploma di merito.
7) La Giuria del premio è composta da poeti e critici il cui nome sarà reso noto contestualmente alla pubblicazione dei risultati.
Il giudizio della giuria è insindacabile.
9) Con la partecipazione al Premio, l’autore autorizza la Segreteria del Premio al trattamento dei dati personali come previsto dalle norme di legge vigenti.
10) La partecipazione al Premio comporta l’accettazione integrale del presente Regolamento. La non osservanza anche di un solo punto del presente regolamento implica l’impossibilità di partecipare al Premio senza che la Segreteria sia obbligata a darne comunicazione.
PIOVE DENTRO LA SIEPE
ORA CHE IL CIELO E’ AZZURRO
E BRILLANO LE FOGLIE
E CANTANO GLI UCCELLI
DELL’ ULTIMO PARADISO.
Ho visto volare un uccellino nel tetro cielo d’autunno,lo visto sfidare il vento in cerca di un posto sereno dove rifugiarsi,lo visto cinguettare impaurito sui cavi elettrici,lo visto volare disperato in cerca di cibo,lo visto piegarsi al freddo dell’autunno e accasciarsi senza vita in un mondo che non esiste più….
http://mikeleiervolino.blogspot.com/
Vorrei afferrare il mondo con una mano
Ma le forze mi mancano e mi sento strano
adesso che la vita m’appare col suo vero volto
m’accorgo di quando un tempo fui veramente stolto
E dire che la mia mente lavora come mai è accaduto
Riesce a vedere cose che mai avrei sognato
Quando la salute invadeva il mio sano corpo
Pensavo che l’esistenza fosse qualcosa di scontato
Guardavo sempre avanti e mai di lato
In una società che accettava solo l’apparire
Oggi non sono più lo stesso, anzi un altro
E vedo la vita sotto una nuova dimensione
Anche se il prezzo che pago è smisurato
Sono certo che ho colto un’ altra occasione.
Davanti e me una strada tutta in salita
Piena di traverse e vicoli oscuri
Molte che portano a vie senza uscita
Altre che sembrano condurti in luoghi sicuri
Quando penso a quello che io ero
La mia bocca si empie di un sapore amaro
la vita è un dono immenso e va vissuta
anche se essere felici è diventato raro
Rimango per questo immensamente addolorato
Quando sento di giovani che perdono l’esistenza
Giocando con le droghe, l’alcol e qualche preparato
Di cui ignorano completamente la sua essenza
O di giovincelli che muoiono impiccati
Perché i loro professori non li hanno considerati
O di altri che si gettano dal balcone
perché la loro amata li tradisce con un coglione
La vita è un dono immenso e va vissuta
Anche se essere felici è diventato raro.
Melus
ps
Pubblico questi versi in libertà di un carissimo amico , che ho trovato molto teneri e toccanti.
Nel vento danza
la caduca
ingiallita
foglia autunnale
dopo aver
mestamente salutato
il rinsecchito ramo
che vita
le donava.
I suoni della città, sto impazzendo,
scricchiolii, istanti interminabili,
rimane sospeso nell’ aria,
un’ acquario urbano.
Il cielo nebuloso sputa schifo
e dietro la curva
mi assale un bagliore.
Occhi caldi di luce chiara
e velocità insaziabile.
Colpito e affondato
braccato dall’urto,
cado per terra sull’ asfalto secco
e una pozza di sangue genera declino.
Cercato, forse, sperato,
desiderato, voluto, anticipato,
non evitato….
La furtuna gira le spalle
e fa scherzi, la sorte bacia al buio.
La mano si alza, ultimo gesto
spietato rovescio il palmo
e sprofondo non sentendo
Dietro le sbarre arruginite
il sole splende ancora, e il tempo
corre senza che nessuno abbia
modo di prenderlo.
Le foglie autunnali, secche, morte,
marroni, ci ricordano che l ‘estate è finita.
Un’ altro anno è passato
e siamo diventati ancora più stupidi,
legati alla nostra condanna
e al peccato commesso.
Le scuse sono speranze che cadono
come gocce nella pioggia primaverile,
e le settimane sembrano ragazze pagate
per baciarci.
Un sorriso, solo uno,
basterebbe per calmare
l’istinto brutale della lotta necessaria,
unico mezzo di sopravvivenza consentito
nella casa dell’orrore.
La libertà è lontana,
cavalca un cavallo bianco,
immacolato, e lei,
cosi’ meravigliosa
agita i lunghi capelli lisci
pieni di tutti i colori della gioia.
Nel sogno, l’ho incontrata
in una pianura verde e rigogliosa
e correva verso di me,
e dagli occhi potevo vedere
lo spazio intero, i mille pianeti mai scoperti
le stelle, l’ immensita irrisolta, mai compresa.
Ma lo sconforto ha riscosso il suo pegno
e mia ricondotto nella cella, nella mia mente,
non chiedento niente in cambio
solo quello che non ho e non riavrò
Stropiccio le dita in questa attesa
snervante, ogni secondo
mi ricorda che il momento sta arrivando.
Il futuro sembra promettente
e gioco a dadi con la sorte
pulendomi dall’ultimo rivolo
di vomito.
Gli sbagli creano soddisfazione,
ma la vittoria è lontana,
forse irraggiungibile.
Se anche verrano i problemi,
come sempre,
spero di prenderli per i capelli,
spingerli in basso,
e riempirli di pugni.
Abbeverarmi con il loro sangue
e gridare ancora più forte,
finché non manca il respiro,
finché la testa duole,
per espiare i momenti roventi,
che hanno già smesso di uccidere.
Oh scellerati scletri del cimitero
crescete a dismisura in questo
vortice azzurro e viola e rosso
Generate nuova terra feconda
per avvenimenti catasrofici
e annegate gli infami
che riempono il tempo dell’orologio
Usate tutti i germi, i virus
i batteri di cui siete a disposizione
tutte le malatie più feroci
e i tremendi anni di guarigione
o forse di morte
Della mia vita
è rimasto soltanto
un frammento
di cristallo puro
conficcato nel cuore.
Lacrime di sale
scorrono dai miei occhi
al volto impietrito
dal dolore,
come triste suggello
di un amore perduto.
Oggi un cielo irlandese
risplendente
di nuvole vicine
e di infinito
mi ha fatto compagnia
mentre da sola
curavo senza fretta
le ingenue geometrie
di un orto fazzoletto.
Triste e solitario
è il mio viaggio
nei tuoi occhi,
dentro di te,
alla caccia di risposte,
alla ricerca di domande.
E tu,
è come se tu ridessi,
come se giocassi,
guardassi tutto
e non so come
se tutto fosse volontario
e ti divertisse..ti soddisfasse…
Lontano,
mai come ora sei stato così lontano,
chi sei,
come sei,
che ne hai fatto di te…
e di noi..
perchè… o forse, per chi…
Mira
quelle lontane nubi
dietro le montagne.
Quell’ uomo disperato
che invoca il suo dio.
Guarda con occhi veri
la distruzione e il dolore
che ogni tuo gesto o parola
lascia dietro di sè…
come un’invitante veleno.
Massacrato è il cuore
devastata l’anima
sconvolta la mente…
ho perso me stessa
come in una landa desolata.
Conducimi attraverso il tuo sguardo
come se vi fosse rivelato
il più grande segreto del nostro amore.
Taci;
ma dalla tua bocca
odo una voce che mi chiama
e dal tuo cuore un grido silenzioso
che mi trascina via.
Lacrime silenziose
le tue …
trafiggono il mio cuore
con migliaia di lame
e tu corri via …
non capisci ..
Non vuoi ..
sarebbe troppo difficile capire
quale strada prendere.
Guardami,
guardami come se realmente sapessi ..
Come se realmente mi amassi …
Amami come mai hai amato nessun altra …
Fosche nubi aleggiano in questi cieli tersi,
la leggera brezza rimembra ai nostri occhi
lontani sogni
lontani segreti
lontane speranze..
Solitarie lacrime
sanno già la strada da compiere
su questo viso ingrigito.
Ricordi invadono la mia mente, il mio corpo
la mia anima tutta..
la nostra vita è lì…
tra lo scorrere di quelle acque fredde,
alla luce dei tiepidi bagliori che si fondono con le ombre
come le nostre anime infelici.
Taci, fiume di ricordi
e torna nei silenziosi antri del mio cuore.
Ora
più che mai
la Morte
mi chiama,
mi pare così vicina,
con la sua melliflua voce.
Mai lo era stata così tanto..
neanche quando lacerava le mie membra,
la mia anima…
me stessa.
Me stessa.
Perduta.
Dolce, pare alla mia mente
il suono dei passi
dell’ eterna dama dall’oscuro manto.
Flebile al mio cuore
il richiamo della vita.
Sola.
Perduta.
Eppur non disperata…
no.
Accoglimi oblìo,
riposa mia anima stanca,
taci cuore devastato…
tutta me stessa…
Sola.
Perduta.
Corrono sulla strada
lampi di gelosia
fitte struggenti…
si confondono col ritmo
del mio battito,
quasi come se uno
volesse annientare l’altro.
Il soffocante martellare
della mia mente
mi confonde,
va avanti
per una strada dissestata,
morendo a ogni errato passo.